Tom Moto

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1. Ciao, come presenteresti la tua band ai lettori che non la conoscono?

Rob Wright discute amabilmente con Tomas Haake sulla filmografia di Sasha Grey, quando ad un tratto compare lo spirito di Chet Baker strafatto che scroccando una cicca ai due propone di suonare insieme in occasione di una lettura di Bukowski

2. Parlateci del vostro ultimo lavoro in studio.

Allob Allen è il nostro secondo disco uscito a maggio 2014 sotto la veneta Lizard Records. Sono 6 tracce per un totale di un’ora di musica. Nel novembre 2013 ci siamo rinchiusi e isolati dal mondo per qualche giorno in una cascina isolata nel cuore della Toscana e abbiamo buttato giù il materiale per la realizzazione del disco registrato poi al Redroom Recording studio di Nodica (Pi) nel marzo 2014. Dopo due anni di stop per varie cause siamo voluti ripartire con questo disco che rappresenta sicuramente un importante cambiamento per noi (nello stile Tom Moto), che ci ha permesso anche di arricchire la line-up con l’aggiunta della chitarra e del synth (pur nella scelta di rimanere un power trio).

3. Ci sono delle band che vi hanno influenzato in modo particolare nella vostra carriera?

Nei Tom Moto siamo tre menti completamente diverse. Se fossimo un mostro saremmo una bestia a tre teste. Veniamo da generi e background musicali molto diversi. Dal punk, al post rock, al metal, al jazz, all’afrobeat. L’unico obiettivo che ci accomuna è sperimentare ed è anche la cosa che non ci frena nello stabilirsi in un genere definibile. Le band da menzionare sarebbero troppe.

4. Tre parole per descrivere la vostra musica.

nevrotica, nichilista, ossessivo-compulsiva

5. Tre dischi da ascoltare assolutamente al momento.

Miles Davis – Bitches Brew, Primus – Frizzle Fry, Meshuggah – ObZen

6. Raccontaci un aneddoto divertente che vi è capitato.

Concerto a Brentonico (Trentino); la sera prima avevamo suonato a Montebelluna (in Veneto). Juri si era scordato la macchina fotografica della sua compagna nel posto in cui avevamo dormito la sera precedente. Finito il concerto dovevamo rientrare in albergo e il giorno dopo saremmo rincasati verso Pisa (Juri doveva entrare a lavoro intorno alle 18.00). Intorno all’una di notte Juri decide di prendere la macchina per tornare nella casa dove avevamo dormito la notte precedente e recuperare la fotocamera. cerchiamo di dissuaderlo a non fare una cazzata simile, dato che avrebbe dovuto guidare due ore all’andata e due al ritorno. Il giorno dopo, oltretutto, avremmo potuto con tutta tranquillità recuperare la fotocamera allungando di poco la strada del ritorno. Niente da fare. Il pazzo prende la macchina e va via. Alle nove di mattina sentiamo bussare alla porta della camera dell’albergo. Aveva guidato tutta la notte, arrivato alla casa si era intrufolato attraverso la finestra del bagno e furtivamente aveva rovistato nelle varie camere cercando l’oggetto perduto. recuperata la fotocamera si è rimesso per la strada e ci ha raggiunto di nuovo fino in Trentino. Il giorno dopo, non soddisfatto, ha voluto pure guidare. Arrivati ad un’area di sosta, Marco ed io parliamo amabilmente fuori dalla macchina. Ad un tratto sentiamo il suono del clacson, ci affacciamo e vediamo Juri collassato sul volante!

7. Ricordateci i vostri contatti web.

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