Nu.

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1. Ciao, come presenteresti il progetto Nu.?

Nu. è un progetto musicale nato a seguito di un periodo piuttosto difficile emotivamente parlando. Un periodo di solitudine che ho passato a riflettere su come re-inventarmi musicalmente dopo tanti anni passati a suonare in due band. Volevo fare qualcosa che appartenesse a me soltanto e, soprattutto, ero intenzionato a scrivere canzoni per conto mio, nelle quale riconoscermi a pieno. Nu. è come un’altra identità fra le tante che fanno parte della mia personalità, e adesso le sto permettendo di uscire allo scoperto.

2. Parlaci di come è nato il disco?

Circles è saltato fuori dal nulla, davvero. Come ti ho scritto prima, stavo vivendo un periodo complicato durante il quale il mio passatempo preferito era prendere i muri a testate. Sentivo che dovevo sfogare questo senso di frustrazione via via sempre più opprimente. Per cui mi sono messo davanti alla tastiera che ho in camera mia e, senza neanche accorgermene, nel giro di un mese, sono venute fuori dodici canzoni scritte di getto, venute fuori dal nulla. Erano sempre state dentro la mai testa, ma non me ne ero mai accorto.

Circles intende far luce sulla natura fragile di certi sentimenti, come l’amore ad esempio, e le sue conseguenze nel momento in cui svanisce diventando qualcos’altro. Ma parla anche di tutti quei piccoli compromessi quotidiani che stanno alla base di relazioni o rapporti umani. Fasi di vita che nascono e muoiono per poi rinascere sotto altre forme. Mi ha sempre affascinato questo andamento ciclico dell’esistenza.

3. Ci sono delle band che vi hanno influenzato in modo particolare nella vostra carriera?

Ci sono molte band che hanno influenzato questo disco. Fiona Apple in particolar modo per come muove la voce sulle note del pianoforte. Perfino qualcosa del primo Morgan. Ma anche Prince e Micheal Jackson che da bambino ho letteralmente adorato. Thom Yorke e Four Tet forse più per le parti elettroniche. Ci sono state anche influenze letterarie come Hunter S. Thompson, Jodorowsky e Jack London. La canzone che dà il titolo al disco, Circles parla di Martin Eden, uno dei più bei personaggi di London. Devo molto a Martin Eden. Mi ha ispirato in modo profondo e la sua influenza continua ancora oggi circa il mio modo di vedere le cose che mi circondano.

4. Tre parole per descrivere la vostra musica.

Sole, fluoro e amore

5. Qual’è il brano del vostro repertorio che fareste ascoltare a qualcuno che non vi conosce e perché?

Credo che se dovessi far sentire un pezzo a qualcuno che non mi conosce sceglierei un brano che si intitola Secrets, perché parla di me così sinceramente che sarebbe un buon modo per conoscersi.

6. Tre dischi da avere assolutamente.

Ci sono troppi dischi fra vecchi e nuovi per cui mi limiterò a dire quelli a cui sono più legato in questo momento: Kind of Blue di Miles Davis; To pimp a butterfly di Kendrick Lamar e Mezzanine dei Massive Attack.

7. Consigliateci tre band emergenti da ascoltare.

Giovanni Truppi, un cantautore della nuova generazione davvero interessante. Testi intelligenti e buona musica. Sycamore age perché sono completamente pazzi e hanno tanto coraggio. Credo che la scena musicale italiana di oggi necessiti di un po’ di quel tipo di follia. Anche il mio amico Omid Jazi ha appena fatto uscire il suo secondo disco, Tooting Bec. Ha una voce spaziale, precisa. Lo consiglio.

8. Raccontateci un aneddoto divertente che vi è capitato.

Purtroppo con il progetto Nu. ho avuto il piacere di suonare una volta sola per cui non ho ancora grandi aneddoti da raccontare. Ci sono stati tanti momenti davvero divertenti durante le prove del concerto, ma posso dirti che durante tutta la settimana precedente il concerto, ho cercato di convincere gli altri due musicisti che mi accompagnano, due straordinarie persone che sono Glauco Ricoveri (Crystal Newton) e Valerio Vallini (Fatzobomb), a indossare camicie hawaiane per tutta la durata della performance. Poi, a poche ore dal concerto, mentre mi stavo infilando la camicia mi sono girato di scatto strappando di netto la parte dietro, quella della schiena. Alla fine solo Glauco si è ritrovato a salire sul palco con indosso la camicia hawaiana, e credo fosse proprio lui quello che non era del tutto convinto di volerla indossare.

9. Progetti per il futuro?

Un Ep nuovo, stavolta forse più elettronico. Suonare tanto, diventare bellissimo e ovviamente fama a palate

10. Ricordateci i vostri contatti web.

Se volete comunicarmi quello che volete potete trovarmi su Facebook a questo indirizzo https://www.facebook.com/Numusicband. Oppure potete seguire Nu. anche su Tumblr su http://nu-and-the-monkey-too.tumblr.com/ e perfino su Instagram http://instagram.com/numusicgram/, grazie al quale ho capito di essere un incredibile fotografo. Per lettere minatorie o d’amore vi scrivo l’indirizzo in privato.

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