Useless ID – State is burning

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Finalmente mi trovo tra le mani il nuovo lavoro degli Useless ID, si chiama “State is burning” ed è un ritorno alle origini punk hardcore per il quartetto di Tel Aviv; non che negli ultimi lavori fossero passati a fare reggaeton ma sicuramente avevano abbassato i bpm. Come il precedessore “Symptoms” esce per Fat Wreck Chords ed è composto da 15 pezzi. Già con le sue prime due canzoni si nota subito il cambio di tendenza, due cannonate da un minuto e mezzo circa con riff serratissimi e batteria al fulmicotone, la voce di Yotam è graffiante e melodica, un giusto mix che mi gasa non poco. La terza canzone si chiama “Borrowed time”, avevo già sentito questa canzone in chiave acustica ad uno show di Yotam e mi si era già stampata nel cervello, nel disco non è chiaramente da meno grazie agli accorgimenti mai banali dei chitarristi Ishay e Guy, per me un potenziale primo singolo. Il disco scorre via che è una meraviglia, “Creation” e “Genetic” sono i pezzi che meglio identificano il disco, una mescola perfetta di rabbia e melodia, pezzi mai troppo lunghi e sempre dal ritornello magnetico. La title track “State is burning” è più simile alla canzoni degli ultimi due dischi, degno di nota il testo super incazzato che segue un filo critico verso la società moderna e più nello specifico verso il loro paese cioè Israele. Da sempre gli Useless ID dimostrano il loro amore verso un gruppo che purtroppo non sentiremo mai più e cioè i No use for a name, sia nelle melodie vocali che negli accorgimenti strumentali si sentono le influenze del gruppo californiano e la band non si è  mai tirata indietro nel celebrarla. Il nono pezzo del disco è “Lonely man” in questa canzone si sente tutta l’atmosfera degli anni novanta in California, inutile dire quanto mi piacciano queste vibrazioni, sono felice di sentire un sound old school nel 2016, ormai l’hardcore melodico di questi tempi è sempre più tecnico e spesso casca nel cliché del facciamo vedere quanto siamo bravi a discapito della rabbia e dei vecchi riff HC cazzuti che tanto sono belli ed efficaci, ecco in questo disco trovate esattamente questo condito dalle solite melodie perfette. “We don’t want the airways”, il penultimo pezzo del disco, era già inserito in un EP tributo ai Ramones uscito circa un mese fa sempre per Fat, chiaramente il mood è quello del quartetto newyorkese e ci sta tutto per rallegrare il disco. Posso dire senza alcun dubbio che questo disco è uno dei migliori degli Useless ID e lo metto alla pari di “Redemption”: e per chi lo conosce questo vecchio disco sa quanto è bello.

Grandi Useless forse ho già trovato il mio disco preferito del 2016.
Canzone preferita: Detune
Voto al disco: 8,5/10
Recensione di Randal
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