Biffers – Vice

Biffers - Vice

I Biffers sono un gruppo livornese che ormai si è fatto le ossa, i muscoli e anche le cartilagini. Partiti dai cosiddetti “fondi Cavallotti”, hanno all’attivo due EP (‘Biffers’ e ‘Frankie Road’) e un LP ‘WHOA!’, innumerevoli date nel Bel Paese e altrettante in giro per l’Europa. Dopo aver firmato per l’americana Kung-Fu Records hanno tolto ogni minimo dubbio che poteva esserci sulla loro validità come band, e con questo secondo disco, ‘Vice’, aprono una nuova fase della loro carriera, con una nuova formazione e un tour promozionale micidiale. Prima di essere tutto questo, però, i Biffers sono prima di tutto miei amici. Cercando di essere il più imparziale possibile, mi sono ascoltato ‘Vice’ tutto d’un fiato. Ecco cosa ne penso: La voce di Dario ci accoglie all’inizio del disco. Il suo timbro inconfondibile inizia la traccia omonima ‘Vice’ e da questa prima canzone si evincono tre cose importanti: 1) La qualità della registrazione è magistrale. 2) L’arrangiamento è ben strutturato e scorrevole. 3) Stai muovendo il culo. Dopo le prime 5 tracce, posso dire che la vera forza di ‘Vice’ sono le armonie vocali. Un lavoro enorme di armonizzazioni e melodie, uno di quelli che ti fa chiedere “Ma live la fanno uguale?” E sì, la fanno uguale. Inoltre, rispetto a ‘WHOA!’ si sente molto di più la presenza della chitarra solista, che una chitarra va bene, ma due sono sempre meglio. Tra ‘Made it through’ e ‘Paranoid’ ho avuto la sensazione di cambiare lato del disco, come se iniziasse un nuovo “capitolo”, e la sensazione è continuata con ‘And then she comes’. Grande la citazione ai Green Day (l’inizio, lo “she” nel nome della canzone e la fine). Mentre ascoltavo le ultime canzoni dell’album, ho preso coscienza che questo è il lavoro più bello di questi ragazzi finora, a livello di esecuzione, arrangiamento, sonorità, maturità, tutto. Mentre penso questo arriva ‘No one but me’ e mi incollo alla sedia. Mi sono ricordato perché i Biffers sono arrivati dove sono oggi, l’unico motivo è che fanno quello che dovrebbero fare tutti: belle canzoni. Questo disco è pieno di belle canzoni. I Biffers in questo disco hanno variato su un punk che definirei “puro”, con tante influenze rock’n’roll e a volte addirittura surf rock. Un punk d’altri tempi, genuino. Hanno preso questo, 12 belle canzoni e hanno registrato un album con i “controcoglioni”. ‘Whoa!’ chiude il disco, scelta peculiare quella di mettere una canzone omonima al disco precedente, mi piace. Purtroppo per me questa è l’unica nota negativa di tutto ‘Vice’: se il disco fosse finito con ‘No one but me’ sarebbe stato molto più d’impatto, una fine nettamente migliore di ‘Whoa!’, che sembra più essere una canzone da inizio disco più che da fine, mi ha un po’ spezzato l’atmosfera. (sempre secondo me e sempre e comunque C.R.P.) Con le sue influenze anni ’60, le sue armonie vocali impressionanti accompagnate da canzoni al top, per me ‘Vice’ è il segno che i Biffers sono sulla buona strada per diventare uno di quei gruppi che tra un po’ di anni dici “loro li conoscevo quando ancora non erano famosi”, e a parte tutto auguro il meglio a Dario, Pasqui e Tommy. Bravi bimbi.

Traccia preferita: ‘No one but me’

Voto: 7.5

www.facebook.com/officialBiffers

Recensione di ALEX

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