Pears – Green Star

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Se ti piace ubriacarti, ascoltare musica veloce e soprattutto se stai cercando qualcosa di nuovo, allora i PEARS sono il gruppo che fa per te.

Nati a New Orleans nel 2014, il gruppo non ha perso tempo e si è dato subito da fare. Rilasciando la prima demo dopo solo un paio di giorni dalla loro prima prova, e il primo full length (Go to Prison) dopo cinque settimane dalla loro formazione , sono poi entrati dopo pochi mesi nelle grazie di niente poco di meno che della Fat Wreck Chords, per la quale hanno rilasciato il 7” ‘Letters to Memaw’ nel 2015.

Il loro ultimo lavoro ‘Green Star’, è uscito questo Aprile sempre sotto Fat Wreck, prodotto da Fat Mike (NOFX.. ma c’era bisogno che lo scrivessi?) in persona. E’ un disco che rappresenta i PEARS nel pieno della loro ondata di novità, formata da elementi non indifferenti che vanno dall’hardcore punk più rude (Suicidal Tendencies per esempio) al pop punk (Teenage Bottlerocket) con quel sottofondo di cori in puro stile hardcore melodico il tutto mescolato completamente…random. Per l’appunto, l’elemento che secondo me caratterizza questo disco, è la capacita di unire questi diversi stili completamente a caso in quasi tutti i pezzi donandogli un senso proprio, creando uno stile nuovo.

Il disco è paragonabile ad una sbronza senza controllo. Inizia tranquillamente con l’innocua “Christmas ‘91”, il primo bicchiere di birra che magari non ti volevi manco prendere ma gli amici ti hanno convinto, che improvvisamente si trasforma nel quarto che quindi ci porta alla seconda traccia, “Hinged by Spine” carica di energia , ritornello cantabilissimo, stile PEARS. Ti fa capire che il disco è iniziato, l’alcool sta salendo e non ci puoi fare più nulla. Seguono le veloci e cattive “Cumshots” (complimenti per il titolo) e “I love my Kennel” che ci portano alla veloce ma melodica “Anhedonia” piena di elementi a sorpresa tra cui cori sorprendenti alla fine. Rappresenta una sorta di pausa nel complesso, che però viene interrota subito da “The Flu”, 1 minuto e 13 secondi di pura rabbia in stile hardcore punk che si collega subito a “Green Star”, traccia che da il nome al disco, strategicamente posizionata a metà per farci cantare di nuovo. Veloci e di breve durata seguono “Bug Aware” e “Partridge”, che fanno continuare la sbronza fino ad un’improvvisa pausa (quella di quando ti rendi conto che c’è qualcosa che non va) con la strumentale al piano “Dizzy is Drunk” (per l’appunto). Segue subito “Snowflake” che questa volta ha uno schema un po’ più semplice.. barcolliamo ma non molliamo. Segue “Cloverleaf” che si alterna alla traccia precedente con uno schema bizzarro (che personalmente per certi versi mi ha ricordato i Korn in alcuni punti). Si riparte in stile random con “The tile of St.Stewart “ che contiene elementi che si potrebbero definire trash, fino ad arrivare alla penultima traccia “Doorbell” che in certi punti mi ricorda addirittura gli A Wilhelm Scream, che sul finale ci trascina lentamente verso l’ultima traccia e quindi la fine della sbronza, “Jump the fucking ship”, che come Dizzy is Drunk è una strumentale suonata unicamente al piano.

Green Star è un disco da ascoltare tutto di seguito, che ci lascia stare tranquilli solo per un istante e che non ci lascia con l’amaro in bocca. E’ un disco da ascoltare come è stato composto, da comprendere e per quanto incasinato, non difficile da apprezzare poiché si sente il marchio Fat Wreck Chords, che secondo me il gruppo si merita a pieno. Non ci sono pezzi troppo lunghi e i pezzi troppo corti sono composti perfettamente per durare poco, e quindi non ti metti a pensare “eh ma questo poteva durare di più”. Con un po di ascolti, questo disco può conquistare tutti i fan Fat Wreck. L’unico difetto che sono riuscito a trovare (che si basa però su un parere personale), è la scelta dei pezzi come “pausa”. Personalmente nonostante nel complesso stiano bene nel disco, avrei scelto un pezzo un po’ più lento invece che uno strumentale a piano, o almeno avrei differenziato. Comunque sia questo disco è una bomba, ascoltatevelo!

http://pearstheband.com

Traccia preferita: Anhedonia

Voto: 9

Recensione di MIRCHO

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