Face to Face – Protection

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I Face to Face non hanno bisogno di presentazioni: con ormai 10 album in studio all’attivo, 25 anni di carriera alle spalle e centinaia di concerti sudati in giro per il mondo, sono i fatti a parlare.
Dopo una pausa di quasi un decennio (2002-2011) sono tornati partendo in quarta e non sembrano essersi fermati, ‘Protection’ uscito quest’anno per Fat Wreck Chords è il loro 10° album in studio nonché il loro 3° album in 5 anni. Questi “ragazzi” (ascoltando il disco non sembrerebbe proprio, ma hanno tutti più o meno 40 anni) con questo disco riescono a tornare alle loro origini e nel contempo non suonare ridondanti, il tutto impacchettando un lavoro di qualità eccelsa. Aiutati da Bill Stevenson alla produzione, dal primo ascolto ‘Protection’ sembra essere subito un “Instant classic”, di sicuro uno dei migliori lavori della band.

Il disco si apre con ‘Bent but not broken’, una delle perle dell’album. Come gran parte di esso, il testo parla della visione del mondo da Old punker di Trever Keith, voce/chitarra del gruppo. In questo caso il tema (le persone troppo ferme nelle loro convinzioni da non riuscire ad accettare critiche o opinioni discordanti) crea la perfetta atmosfera per una canzone aggressiva, ma che mantiene alto il livello melodico e ci fa entrare subito nel disco. Lode al merito a Scott Shiflett, il bassista della band, che in questa canzone da il meglio di se. Seguono ‘I won’t say I’m sorry’, ‘Double crossed’ e ‘See if I care’, tre schioppettate che ci fanno capire subito di che pasta è fatto ‘Protection’. Le melodie ti si stampano subito in testa, e nel complesso l’esecuzione è magistrale. ‘Say what you want’ è il compendio delle precedenti affermazioni: due minuti e mezzo di canzone arrangiata perfettamente che sembra essere stata costruita per essere cantata insieme al pubblico. Sfido chiunque a non immaginarsi a cantare quel “say what you want” con le mani alzate insieme ad altri svariati compagni sudati, in un pogo. La traccia omonima, ‘Protection’ taglia a metà il disco. Molto più “emotiva”, mantiene i comunque i tratti delle precedenti canzoni. Quest’ultima rende ancora più inaspettato il cambio a ’14:59’, un vero e proprio cazzotto in un occhio, dove Trever secondo me da la sua migliore prestazione canora nel disco. ‘It almost all went wrong’, ‘Keep your chin up’ e ‘Middling around’ scivolano via in un attimo, e in men che non si dica, il disco è finito. A chiuderlo ci pensa ‘And so it goes’ (appena ho letto il titolo, mi è venuto spontaneo continuarlo con “on with our lives” ma probabilmente vedo citazioni ai NOFX dove non ci sono) uno dei punti più alti dell’album dal punto di vista melodico.

Non c’è una canzone che non funzioni, che non ti faccia cantare, che non ti spettini.
‘Protection’ finisce in un attimo e ti viene voglia di riascoltarlo subito, i Face to Face hanno azzeccato praticamente tutto in questo disco. L’unico difetto se proprio devo trovarlo, è l’eccessiva uniformità delle canzoni, che a parte l’eccezione di ’14:59’ e ‘Bent but not broken’ si assomigliano molto per struttura e “feeling”, ma comunque credo che dopo svariati ascolti ogni canzone prenda una sua forma e carattere, e comunque nel complesso il disco per me è un successo.

http://www.facetofacemusic.com

Traccia preferita: ’14:59’

Voto: 8

Recensione di ALEX

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