Interviste: GPL

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1. Ciao, come presenteresti la tua band ai lettori che non la conoscono?

I GPL sono una realtà musicale nata nel 1999 nella cittadina lombarda di Vigevano per divertimento e per rabbia. In sintesi un gruppo di adolescenti folgorati dalla musica veloce inizia a fare musica in cantina e non smette più; molte cose sono cambiate in noi  e attorno a noi ma questa band è rimasta ed è cresciuta costantemente. Per noi suonare ha un valore particolare.

Abbiamo fatto uscire ad oggi quattro lavori: Hope Inside, Ruins Everywhere (2003), GPL EP (2011), Phoenix (2013) ed Anatomy of a Sailing Ship (2015) che ha ricevuto ottima risposta e che stiamo presentando in Italia ed all’estero.

2. Parlateci del vostro ultimo lavoro in studio.

“Anatomy of A Sailing Ship” è il nostro ultimo lavoro ed è stato registrato presso lo studio di registrazione del nostro batterista “The Core Studio” nel corso degli ultimi due anni. É fuori da ottobre per Ghost Factory Records e per l’americana Up Yours Records.

Questo è un disco particolare perchè composto di otto tracce che si possono scorrere a piacere ma che, sentite dalla prima in poi, suonano come un’unica lunga canzone di circa diciassette minuti che eseguiamo intera nei live. Abbiamo curato il lavoro sotto ogni aspetto: il testo racconta una storia unica divisa in capitoli come un racconto breve e  riprende il tema oceanico del digipack in cui abbiamo inserito varie idee, compreso un poster che mostra l’intera scena di cui la copertina è solo un dettaglio.

É un disco veloce nello stile dell’hardcore con melodia ma lontano da alcuni stereotipi sonori e di concetto a partire dal concept legato al tema del viaggio per mare come metafora delle separazioni, degli abbandoni e dei pericoli che si corrono ad incontrare i propri mostri personali. Anatomy of A Sailing Ship è il tentativo di guardare dentro come siamo fatti, l’anatomia della nave appunto.

3. Ci sono delle band che vi hanno influenzato in modo particolare nella vostra carriera?

Nofx, Comeback Kid, Bad Religion, Propagandhi, Sick of It All, Pennywise, Raised Fist, The Bouncing Souls, Good Riddance, Lagwagon, Johnny Cash, 88Fingers Louie, Strung-Out, Terror, Millencolin, Ten Foot Pole, Authority Zero, No use for a Name, Leonard Cohen, AFI, Strike Anywhere, Boysetsfire, Close Your Eyes, Neil Young, A Wilhelm Scream, Pulley, Rise Against, Satanic Surfers, Anti-Flag…

4. Tre parole per descrivere la vostra musica.

Profonda, Veloce, Aggressiva

5. Qual’è il brano del vostro repertorio che fareste ascoltare a qualcuno che non vi conosce e perché?

Il nostro ultimo disco “Anatomy of a Sailing Ship” è stato concepito come una sola canzone e contiene tutto ciò che ci rappresenta per la velocità, l’aggressione, le tematiche, l’emotività, lo stile di scrittura dei testi e l’idea del soggetto dell’artwork. La produzione è DIY senza alcun sacrificio di qualità sonora e fatta secondo i nostri modi: abbiamo sviluppato le idee fino a che non eravamo assolutamente soddisfatti di esserci spinti fino a dove potevamo arrivare. Ogni disco è per i GPL un parto e questo ha avuto un travaglio impegnativo.

6. Tre dischi da avere assolutamente.

Ognuno di noi ha le sue inclinazioni musicali e suggeriamo un classico e due recenti con delle produzioni fantastiche per suono e discorso musicale:

– Nofx – The Decline

– Atlas Losing Grip – State of Unrest

– Boysetsfire – The Misery Index: Notes from the Plague years

7. Consigliateci tre band italiane da ascoltare.

Lifers: Una band della nostra città dedita all’hardcore NY style che suona con passione ed una carica che hanno pochi altri in Italia ed anche fuori.

Lineout: Con questi ragazzi abbiamo diviso spesso il palco. Un gruppo giovane ma con esperienza internazionale ed un forte senso della melodia.

Linterno: Da Bologna, inarrestabili, arrivano dal nostro stesso modo di intendere il punk-rock. Sempre bello incontrarli e scambiare idee sulla musica.

8. Raccontateci un aneddoto divertente che vi è capitato.

Un paio di mesi fa eravamo in Austria per l’ultima data del tour. Prima del concerto si presenta al nostro merchandise un ragazzo che chiede al nostro batterista le bacchette in regalo da dare alla tipa che gli sta a fianco tutta agitata ma senza una ragione apparente. Ha aggiunto che ne aveva assolutamente bisogno per conquistarla e portarsela a casa dopo il concerto, facendo con le mani gesti che volevano spiegarci la notte sfrenata che lo attendeva. Dopo ha iniziato a pretendere che la ragazza si alzasse la maglietta per farsi autografare il corpo e lei imbarazzata che non voleva. La scena si è fatta surreale.

Beh…

Mezz’ora dopo il tizio era ridotto uno straccio e, ballando, scivolava sul pavimento bagnato di bevande rovesciate e cadeva per terra come un sacco di patate e non riusciva a stare dritto. Ci siamo guardati e abbiamo pensato che la sola cosa che avrebbe abbracciato quella sera sarebbe stato il WC di casa sua.

Andando in giro si incontrano sempre dei personaggi che per un motivo o per l’altro restano impressi.

9. Progetti per il futuro?

Non stiamo fermi e siamo già rientrati in studio per lavorare al nostro prossimo disco con nuove idee da seguire. Per il resto ci stiamo impegnando a raggiungere quanti più posti possibili anche con tour all’estero perchè il live è la dimensione più importante per noi, per fare parte dell’aspetto più esaltante di questa musica: salire sul palco e condividere l’esperienza della musica con band e pubblico.

10. Ricordateci i vostri contatti web.

http://www.facebook.com/gplHC

https://gplhc.bandcamp.com/

Grazie ragazzi!

***TONY, MAURO, ALE E STE***

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