Interviste: Coffee Shower

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1. Ciao, come presenteresti la tua band ai lettori che non la conoscono?

Siamo nati come band che voleva fare punk rock velocissimo per puro divertimento, dopodiché ci siamo messi in testa di diventare seri, ma nel frattempo gli anni sono volati hehehe. Ed eccoci qua, dopo 15 anni di vita on the road, con un nuovo disco e tanta voglia di urlare al mondo quello che abbiamo dentro e suonare le nostre canzoni in quanti più posti possibili.

2. Parlateci del vostro ultimo lavoro in studio.

L’album si chiama “Houses” ed è da poco uscito per Ammonia Records. E’ un album che fotografa la nostra attuale dimensione stilistica e sonora. Siamo senz’altro meno veloci e pazzi degli esordi, anche se non rinunciamo mai alle sfuriate, accanto a momenti più riflessivi è sempre la fiamma del rock’n’roll a farla da padrone. Ci piace l’idea che qualcuno abbia un giorno la voglia e il tempo di ascoltarlo per intero, per noi è un piccolo viaggio questo album con la sua tracklist, speriamo dia lo stesso effetto a qualcun altro che sta leggendo quest’intervista e che magari si incuriosisce e lo va ad ascoltare. Per la produzione ci siamo affidati a Daniele Brian Autore (voce dei Vanilla Sky) che ha sposato da subito il progetto e ha lavorato al top sul suono e su tanti altri aspetti dei brani del disco.

3. Ci sono delle band che vi hanno influenzato in modo particolare nella vostra carriera?

Sono state parecchie, abbiamo sempre avuto ascolti molto variegati e inevitabilmente questo ha influenzato il nostro modo di scrivere le canzoni. Posso dirti che dagli inizi a oggi i nostri “mostri sacri” di riferimento sono stati Bad Religion, Boysetsfire, Hot Water Music, Thrice, Billy Talent, Biffly Clyro, Weezer, Green Day, Nofx, Ramones. Poi ognuno di noi ha i suoi “innamoramenti” del momento, io (Fausto) sto in fissa per Balance And Composure, Pianos Become The Teeth e Make Do And Mend, tutte band che vengono dal punk e dall’hardcore, ma che aggiungono elementi nuovi o comunque elementi di “altri” contesti stilistici per un risultato sorprendente, Fabio è diventato un fan totale dei Fast Animals and Slow Kids ed è continuamente alla scoperta di nuove band, Mik è diviso tra metal e hardcore da un lato e post-rock dall’altro, Pier…beh onestamente non lo so, pur essendo mio fratello non so cosa stia ascoltando ultimamente, forse al solito starà ripassando tutta la discografia dei Bad Religion ahahahah.

4. Tre parole per descrivere la vostra musica.

Siamo una rock band con forti radici punk, ma dovendo giocare con tre parole ti direi “una calda giornata d’inverno”.

5. Qual è il brano del vostro repertorio che fareste ascoltare a qualcuno che non vi conosce e perché?

Senz’altro Tom Sawyer, la opener di “Houses”, perché idealmente collega il “vecchio” e il “nuovo corso” dei Coffeeshower, alternando al tempo molto “90’s core” della strofa il mid-tempo di un ritornello molto molto melodico.

6. Tre dischi da avere assolutamente.

L’Album “blu” dei Weezer (il primo), il primo dei Ramones e Led Zeppelin IV.

7. Consigliateci tre band italiane da ascoltare.

Difficile darti solo tre nomi, ci sono tantissime band ultra valide. Se proprio devo farti una top 3, penso alle band che ci è capitato di vedere recentemente dal vivo e che ci hanno colpito, i già citati Fast Animals and Slow Kids, i Gazebo Penguins e i nostri amici Startoday, da poco tornati in piena attività.

8. Raccontateci un aneddoto divertente che vi è capitato.

Più che divertenti, gli aneddoti che ci sono capitati in tutti questi anni (soprattutto in tour) hanno avuto spesso del tragicomico. Come quel gigantesco uccello che colse in pieno il parabrezza del nostro van sull’autostrada e distrusse i tergicristalli: il van lo avevamo noleggiato da un mio quasi parente che non si era raccomandato altro che di fare attenzione e di riportargli il furgone senza un graffio…detto fatto, giusto 300 km e il danno arrivò. Oppure quella serata in un bar di Vienna, quando al termine di una giornata faticosissima per allestire una specie di palco con le poche cose che erano disponibili sul posto come p.a., cominciamo tutti belli carichi finalmente il concerto e il padrone del bar ci stoppa subito dopo il secondo brano dicendo che il volume è troppo forte e che il concerto finisce lì. O quella volta in cui ci barricammo dentro la sala concerti di un centro sociale dove avevamo suonato per provare a dormire e soprattutto difenderci da un folle che a tutti i costi voleva rimontare la batteria e mettersi a suonare e aveva cominciato a urlare, a picchiare tutti e a distruggere ogni cosa. Per non parlare dell’assurdo rituale (ma questo è toccato a tutte le band che sono passate di lì, almeno credo) del liquore all’aglio da bere obbligatoriamente dopo un concerto in un pub a Chemnitz, in Germania, tanti anni fa ormai.

9. Progetti per il futuro?

Davanti abbiamo il classico cronoprogramma, trovare concerti e suonare il più possibile per far conoscere la nostra musica. E’ bello entrare in studio e registrare un album, girare videoclip, scegliere le immagini per le copertine dei dischi etc., ma l’unica dimensione “reale” per una band è quella del concerto e noi vogliamo appunto dare ad Houses la possibilità di prendere vita all’interno di questo contesto. Poi penseremo al prossimo album. Veniteci a sentire se suoniamo dalle vostre parti, cercheremo di rendere non dico indimenticabile, ma almeno sopportabile il vostro sabato sera ahahahah.

10. Ricordateci i vostri contatti web.

Potete trovarci sui principali social (Facebook – http://www.facebook.com/coffeeshower, Twitter – http://www.twitter.com/coffeeshower). Recentemente poi siamo anche sbarcati nello scintillante mondo di Instagram (www.instagram.com/coffeeshower, oppure ci trovate scrivendo “coffeeshower” nel campo di ricerca) e inoltre esiste sempre il nostro sito “old school” ovvero http://www.coffeeshower.com. Infine, se volete, potete anche cercare i nostri video su Youtube.

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