Interviste: KILLTIME

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1. Ciao, come presenteresti la tua band ai lettori che ancora non la conoscono?

Ciao a tutti! Noi siamo i KILLTIME e siamo una punk rock band di base a Roma. Abbiamo iniziato a suonare con questo nome nel Marzo 99 e siamo andati avanti fino al 2004. In quel periodo abbiamo fatto diversi tour europei e date sparse lungo la penisola. Nel Settembre 2003 è uscito il nostro primo full lenght “Monster behind the screen” per la Winged Skull, una piccola indipendente Lussemburghese. Dopo 3 anni di silenzio, durante il quale la band si era praticamente sciolta, a metà 2007 ci siamo riformati per un concerto a Roma di spalla ai Peawees. Doveva essere una cosa di una sera ma la partecipazione del pubblico è stata talmente tanta che ci hanno quasi costretto a continuare a suonare. Così da quel sabato 21 Aprile non abbiamo praticamente mai più smesso. Nel frattempo, dopo diversi cambi di line up, abbiamo dato alla luce, come prova della nostra seconda vita, un 7″ chiamato “Weird tales of a broken heart” uscito per Teen Punk records di Madrid e successivamente uno split CD con I Flamingo Nosebleed, i Murderburgers e i Kinkies dal titolo “Revenge of punk rockers” per la italiana Voodoo Doll records. Successivamente abbiamo avuto l’onore di aprire ben due tour italiani degli inossidabili QUEERS. Per celebrare il secondo di questi due tour consecutivi abbiamo presentato lo split 7″ con la band di Joe Queer uscito su Gonna Puke. Quest’ultimo è stato successivamente ristampato nel 2013 per l’americana Sexy Baby records di Chicago con la quale abbiamo fatto uscire prima il nuovo singolo “In 3D” e successivamente il nostro recente full lenght “Planet of the apers” uscito in Europa per Bad Bad Brain inc. e in Giappone per Dumb records. E’ di marzo scorso invece il nuovissimo 7″ “Reset your brain” che praticamente presenteremo al quarantennale dei RAMONES a Livorno. In tutto questo lunghissimo lasso di tempo abbiamo diviso il palco con molti nomi del panorama internazionale come NOFX, QUEERS, BUZZCOCKS, TOY DOLLS, AGENT ORANGE, HANSON BROTHERS, TEENAGE BOTTLEROCKET, MUFFS, PARASITES, HARD ONS, MANGES, ADOLESCENTS, GAMITS e altri di cui non mi sovviene il nome al momento.

2. Parlateci del vostro ultimo lavoro in studio.

Escludendo il nuovo 7″, Planet of the apers è stato il nostro ultimo grosso lavoro. Ha avuto una lunghissima gestazione, quasi 3 anni di lavorazione di cui più di uno speso in studio di registrazione. Rispetto al primo è un disco ragionato. Abbiamo passato molto tempo in sala prove per curarlo nei minimi particolari. All’inizio avremmo dovuto registrarlo in America con Joe Queer ma conti alla mano sarebbe stato troppo dispendioso e abbiamo optato per una soluzione in casa. Siamo soddisfatti del disco anche perchè è abbastanza variegato nella scelta dei pezzi. Ci sono classici pezzi punk rock, molte ballate e qualcosa più pestona alla Queers vecchio stile. Pare che abbia avuto anche un discreto riscontro tra “gli addetti ai lavori”.

3. Ci sono delle band che vi hanno influenzato in modo particolare nella vostra carriera?

Certo. Queers e Screeching Weasel su tutti! Ovviamente i Ramones ma anche band come Muffs, Beat, Angry Samoans, Black Flag.

4. Tre parole per descrivere la vostra musica.

E’ punk rock quindi ne bastano addirittura solo due! I nostri pezzi sono per lo più canzoni brevi, dirette, veloci e melodiche. Può bastare?!

5. Tre dischi da avere assolutamente.

Cercherò di non scadere nel banale dicendo che ne so, i primi 3 dei Ramones! Comunque secondo me, se sei un appassionato del genere, “Blonder and Blonder” delle Muffs, l’omonimo dei Beat e il primo dei New York Dolls, oltre a “Love songs for retarded” dei Queers, “Wiggle” degli Screeching Weasel etc etc etc.

6. Raccontaci un aneddoto divertente che vi è capitato.

La prima cosa che mi viene in mente così su due piedi è la prima volta che andammo a suonare fuori dall’Italia. Era Pasqua del 2001 mi sembra e facemmo il nostro primo mini tour. Tre date in Lussemburgo! Un po’ inesperti ci presentammo con qualche demo diy e una ventina di t-shirt. Arriviamo nel locale, affidiamo il “merch” ad un local e ci dirigiamo verso il primo kebabaro per mangiare qualcosa. Al ritorno, roba di mezzora al massimo, il tizio ci viene incontro chiedendoci dov’era l’altra borsa con il merchendising perchè la prima era andata tutta venduta in quel breve lasso di tempo. Morale della favola. Nemmeno avevamo fatto il sound check e già eravamo diventati milionari! Facemmo praticamente tutte le restanti date senza un minimo straccio di roba da vendere al pubblico.

7. Ricordateci i vostri contatti web.

https://www.facebook.com/killtime.italy

https://killtimepunkrock.bandcamp.com

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